MA L’ACRILICO E’ TOSSICO?

Di seguito riporto l’articolo di Unghie & Bellezza Anno V numero 19 febbraio/marzo 2009, pag 96.
A cura di: Claudia Valli Master Educator EzFlow per la Svizzera e Antonio Sacripante Master Artist Triner International e Global Trainer All

Sgradevoli luoghi comuni accompagnano suo malgrado il “primo cugino del gel”. Ma una corretta informazione permette alle operatrici di conoscere le dinamiche di ambedue le tecniche di ricostruzione, cosi da poter scegliere, per ogni circostanza e cliente, quale prodotto utilizzare.

Da tempo continuano a perseverare voci sulla presunta tossicità dell’acrilico, al punto tale da indurre le professioniste, malinformate sulla questione, a rinunciare all’utilizzo di tale prodotto, a discapito della qualità del trattamento offferto.
Oggi il mercato propone una vasta gamma di prodotti diversi, combinabili e alternabili tra loro per poter garantire il miglior risultato possibile nel trattamento da eseguire: Non in tutti i casi è dunque indicato il gel per cui è bene conoscere le dinamiche della ricostruzione con l’acrilico onde saper valutare correttamente quando utilizzare l’uno e l’altro.

GEL E ACILICO PARENTI “VICINI”
La diatriba nasce quando si parla “dell’odore acre del monomero”, liquido utilizzato per la polimerizzazione del prodotto, specificatamente della presunta pericolosità del BPO (benzoil peroxide cioè perossido di benzoil e metacrilato).
Come già largamente discusso sulle pagine di questo giornale, ricordiamo che il gel è “il cugino” dell”acrilico: infatti in esso sono contenuti gli stessi componenti chimici (polimeri) mischiati con altri componenti, fotoiniziatori, per permettere la catalizzazione del prodotto se esposto a raggi UV. Il grosso vantaggio di questo tipo di catalizzzione è l’assenza di odori durante la lavorazione.
Diversamente l’acrilico “indurisce” in combinazione con il monomero BPO, che funge da attivatore della polimerizzazione. La concentrazione di questo prodotto arriva al 2% nella polvere e può arrivare ad una concentrazione massima dello 0,7% quando la polvere viene mischiata al liquido, innescando un processo di polimerizzazione; durante questa reazione chimica il prodotto evapora e la quantità restante è lo 0,1% circa.
Lo stesso prodotto ritenuto paradossalmente dannoso è contenuto altresì nelle creme cosmetiche per la cura contro l’acne in una quantità ben superiore (talvolta arriva addirittura al 10%); e lo stesso viene utilizzato in odontoiatria per la preparazione di diversi composti fondamentali (per esempio per le otturazioni o la creazione di protesi dentarie e così via).
La legislazione europea in merito alla tossicità dei prodotti è davvero molto severa: Un altro esempio citabile in questo senso è la proibizione della produzionee all’importazione di monomeri contenenti MMA (Methyl Methacrylate) perchè ritenuto cancerogeno.
Per poter garantire alla propria clientela un’esatta informazione e allo steso tempo un servizio di qualità, resta dunque al buon senso e alla professionalità di ogni nail designer, la scelta del prodotto all’avanguardia e adeguato al trattamento da eseguire. Senza luoghi comuni o leggende metropolitane.

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