Onicofagia Ponte e unghia mancante

La ricostruzione unghie, come ormai ben sappiamo è utile soprattutto per curare l’onicofagia che è una vera e propria malattia.
Il soggetto però, deve essere convinto al cento per cento di voler guarire, altrimenti è solo tempo e denaro perso.
L’unghia naturale o  quel poco che resta, viene ricoperta impedendo di mangiare l’unghia con  l’acrilico duro e resistente che funziona da barriera, ma è anche vero che i denti riescono a rovinarlo fino anche a staccarlo.
Se l’onicofagia è di tipo lieve, è possibile allungare l’unghia circa un terzo dell’unghia  a disposizione, con l’aiuto delle cartine, mentre se l’onicofagia è grave, i primi trattamenti serviranno a coprire appena sul polpastrello.
Questa tecnica viene chiamata PONTE.
Quando l’unghia naturale sarà cresciuta, si potrà allungare maggiormente e quindi passare finalmente ad un trattamento più estetico, cioè si potrà dare all’unghia artificiale una forma più aggraziata e naturale.
Chi soffre di onicofagia non deve avere fretta e inizialmente il trattamento non sarà bellissimo ed elegante. Non è consigliato realizzare una french a tutti i costi, perchè renderebbe l’unghia ancora più tozza, meglio scegliere un colore alla moda realizzato sempre in acrilico.
Meglio non allungare di molto le unghie perchè si spezzano con più facilità dato che non si è abituati ad avere unghie lunghe. Il fatto positivo è che le unghie crescono più velocemente di una persona che non le mangia.
Chi in genere sceglie di smettere di mangiare le unghie, dopo  la ricostruzione è soggetto a sedute ripetute,  almeno ogni 10 giorni per i primi periodi, per controllare sia eventuali sollevamenti, sia un’adeguata crescita. Spesso capita che gli angoli si scoprono e la tentazione di ricominciare il vizio è fortissima, per questo è bene ricorrere ai controlli.
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